La Storia di Volterra



Volterra è un comune italiano di circa 10.000 abitanti. La storia della città, arroccata su un colle a 545 metri di altitudine, ha inizio più di 3.000 anni fa. I primi insediamenti umani risalgono al periodo Eneolitico (2500 ca. a.C.).
A partire dalla fine del IX/VIII sec. a.C. si può parlare di centro proto urbano allorché si realizzò il processo di aggregazione dei vari agglomerati abitativi presenti sulle pendici della collina già dall’età del bronzo. Questo processo di sinecismo, che si concluderà agli inizi del VII sec. a.C., coinciderà con la formazione dell’etnia etrusca.
Alla fine del IV sec. a.C. Velathri era una delle lucumonie principali della Nazione Etrusca con una popolazione intorno alle 20/25.000 unità. Risale a tale periodo la costruzione della ciclopica cinta muraria di oltre 7 km quale ampliamento della precedente cinta arcaica del VI sec. a.C..
Intorno alla metà del III sec. a.C. Volterra entrò a far parte della Confederazione Italica imposta da Roma. Dopo un periodo di grande sviluppo economico fu coinvolta nella guerra civile tra Mario e Silla e venne temporaneamente privata di molti suoi possedimenti.
Nella successiva epoca Imperiale la città non subì la decadenza che caratterizzò molte altre città della Tuscia; testimonianza ne sono le tante opere pubbliche del periodo Romano ancora oggi visibili (Teatro, Anfiteatro, Terme, ecc.).
Dalla metà del V sec. d.C. è attestata l’esistenza a Volterra di una importante diocesi, comunque qui presente già da molti anni.
Dopo essere stata governata dai Longobardi e dai Franchi – divenendo sede di Gastaldato e di Curtis Regia – la città fu oggetto di interessi, con interventi di vario tipo, e di particolari riconoscimenti da parte di vari imperatori Carolingi e Ottoni.



A partire dal XII secolo la città fu caratterizzata da un forte sviluppo urbanistico soprattutto da parte delle famiglie più benestanti con la costruzione di oltre cento fra torri e case-torri.
Fino al XIII sec. Volterra si trovò sotto il potere dei Vescovi che lasciarono poi il controllo amministrativo al Libero Comune il quale, durante il periodo ghibellino (1260-1266) fece costruire il nuovo tratto della cinta muraria medievale che consentì di restringere il centro urbano.
Nel 1472 cadde sotto il dominio di Firenze e dei Medici, subendo il “sacco” della città al termine della famosa “guerra delle allumiere”; conseguenza fu la costruzione della Rocca Nuova, con al centro l’imponente torre del Mastio, che verrà poi collegata alla Rocca Vecchia, formando la “Cittadella” militare oggi nota come Fortezza Medicea.


Successivamente la città seguirà le sorti del Granducato di Toscana, contribuendo attivamente al suo sviluppo con molti dei suoi “figli” che occuperanno le più alte cariche amministrative e militari, nonché eminenti funzioni ecclesiastiche.
Con la costituzione del Regno di Etruria, voluto da Napoleone, Volterra fu a capo di una delle tre Circoscrizioni (con Pisa e Livorno) del Dipartimento del Mediterraneo che la vedrà controllare un vasto territorio fino a Piombino.
I cittadini volterrani parteciparono con slancio agli scontri per l’Indipendenza e la città voterà con un plebiscito a favore dell’annessione al Regno d’Italia.
Da sempre caratterizzata da un forte spirito antifascista, tanto da essere iscritta nel “libro nero” di Mussolini che la penalizzerà fortemente, la città darà un contributo di sangue notevole durante la “resistenza” nell’ultimo conflitto mondiale.
Volterra è una città ricca di storia e di cultura: UN VERO MUSEO A CIELO APERTO.
Poche città al mondo, al suo pari, sono in grado di offrire un’immagine nitida del tempo passato e del susseguirsi delle diverse civiltà che l’hanno caratterizzata.